Come prendersi cura della propria sensibilità

Hai mai pensato che per gestire l’ipersensibilità emotiva fosse necessario prendersi cura di lei?

Hai mai pensato alla tua elevata sensibilità emotiva come se fosse una parte di te che ha dei bisogni particolari?

Spesso ci chiediamo come mai per noi persone altamente sensibili è cosi difficile fare le cose che fanno gli altri… ma ci siamo mai chiesti se le cose che fanno gli altri sono adatte a noi?

Quando una persona ha una pelle sensibile, di solito prima di esporsi al sole prende una serie di precauzioni… crema ad alto grado di protezione, non esporsi nelle ore più calde, alternare spesso l’esposizione al sole con lo stare all’ombra… queste sono tutte attenzioni che normalmente vengono date alla propria pelle sensibile, per evitare scottature, dolori e altri problemi cutanei.

Cosi come una pelle sensibile tende ad assorbire di più i raggi del sole e quindi ad arrossire di più, ad infiammarsi e a diventare dolorante se non correttamente esposta, cosi, allo stesso modo, una certa sensibilità emotiva ed ambientale ha bisogno di attenzioni e accortezze che possono evitare spiacevoli situazioni di sovraccarico e di contagio emotivo.

La volontà e la decisione di proteggere la tua sensibilità potrebbe rappresentare il punto di partenza per un benessere concreto e reale. Perché se fino ad oggi hai “combattuto” contro il tuo sentire troppo, cambiando punto di vista non c’è più nulla da combattere ma piuttosto qualcosa da accogliere e di cui prendersi cura.  

Accettare la propria sensibilità non è sempre facile, lo so, ma scegliere di accogliere se stessi in queste sfumature può far sentire davvero più forti e più capaci di mettere a frutto le proprie doti.

Quindi, da dove si può cominciare per prendersi cura e proteggere la propria maggiore sensibilità emotiva?

Ti darò qualche spunto su cui riflettere e da cui partire per iniziare a gestire diversamente alcune situazioni quotidiane.

1 – Cerca di limitare le situazioni in cui il “rumore” del mondo intorno a te tende a stancarti e infastidirti.

Un contesto troppo rumoroso o con troppi stimoli tende a distrarci molto e a spostare continuamente la nostra attenzione fuori di noi, provocando un possibile costante sovraccarico sensoriale.

Trovare momenti di quiete sonora (ma anche visiva) è quindi molto importante, perché il silenzio tende a stabilizzare il corpo in uno stato di pace e a disattivare anche la sensazione di iperallerta che tende ad attivare meccanismi di sopravvivenza.

Luoghi tranquilli, ordinati e con poche stimolazioni possono consentire l’accesso ad una maggiore creatività ed introspezione, e tendenzialmente aiutano affrontare meglio i problemi quotidiani.

Sono quindi molti i benefici che possono derivare dall’abbassamento del “rumore” al quale sei sottoposto.

2 - Cerca di limitare l’esposizione ad informazioni sensazionalistiche o violente.

Purtroppo il mondo in cui viviamo offre continuamente l’occasione ai mass media di parlare di dolore, terrore, morte. Il livello di ansia che questo tipo di comunicazione è capace di raggiungere è tossico per tutti, ma in particolare per chi tende ad allarmarsi con più facilità.

Proteggersi da questo tipo di “rumore” violento, permette di salvaguardare il proprio stato emotivo di calma. Inoltre è bene chiedersi quanto esporsi a certe informazioni aiuta la propria sensibilità o piuttosto tende a spegnerla, orientandola verso l’indifferenza.

Non è esporsi ai notiziari il modo migliore per occuparsi dei “dolori” del mondo, ma piuttosto coltivare la propria energia interiore verso il bene, cercando di proteggerla e di indirizzarla poi eventualmente verso qualche attività concreta di aiuto.

3 – Proteggiti da situazioni o relazioni che sono per te nocive.

Individua queste situazioni, e in particolare relazioni che tendono a scaricare su di te frustrazioni, lamentele, rabbia.

Per salvaguardare il tuo equilibrio emotivo cerca il più possibile di evitarle o impara a gestirle mettendo confini chiari. Se sono persone che incontri sul lavoro o sono famigliari, per esempio, cerca di darti un tempo preciso e limitato per stare con loro e mentre interagisci cerca di mantenere l’attenzione sul tuo corpo. E’ un modo efficace per proteggere la tua energia, che spesso in queste situazioni tende ad essere “vampirizzata” dal tuo interlocutore.

Ricorda che queste situazioni sono come esporsi al sole nelle ore più calde, per chi ha la pelle sottile… cerca di tutelare il tuo benessere limitando il tempo che trascorri con queste persone e mantieni saldi i tuoi confini fisici ed energetici.

4 – Cerca di limitare il tempo di utilizzo di telefoni e apparecchi digitali.

Viviamo in un epoca in cui è possibile raggiungere le persone ogni volta che lo desideriamo. Ognuno di noi, con un telefono in mano è capace di connettersi con tutto e tutti in qualsiasi momento. Le notifiche del nostro smartphone ci indicano che forse qualcuno ha bisogno di noi, e possono diventare per la nostra sensibilità come continui allarmi… il cervello altamente sensibile tende ad attivare delle reazioni “lotta e fuga” per cose minime, per questo input costanti tendono a mantenere il livello di allerta sempre alto.

Anche per queste sollecitazioni è bene imparare a mettere limiti e confini, imparando a rispondere solo in determinati momenti della giornata, senza reagire di impulso a tutte le richieste e gli input che ci arrivano. Esistono anche modalità di impostazione dello smartphone che permettono di silenziare chi non è strettamente vicino a noi e quindi può attendere anche qualche ora una nostra risposta.

Ecco queste sono alcune delle situazioni in cui la nostra sensibilità ambientale ed emotiva potrebbe aver bisogno di protezioni particolari.

Tengo a precisare che queste indicazioni non rappresentano una sorta di “fuga dal mondo”, ma sono una tutela che possiamo prenderci per coltivare la nostra sensibilità, per accrescerla e per utilizzarla pienamente nel nostro contesto di vita. Spesso infatti se siamo svuotati, in iperallerta, in sovraccarico o estremamente stanchi, non possiamo occuparci né dei nostri cari, ne delle nostre attività o dei nostri progetti. Non si tratta quindi si diventare indifferenti, quanto piuttosto di poter essere maggiormente pronti quando qualcosa o qualcuno a cui possiamo realmente essere d’aiuto si avvicina a noi.

La nostra sensibilità è qualcosa di prezioso, è qualcosa che deve brillare, e solo quando riconosciamo questo, iniziamo a prenderci cura di noi.

Non si tratta di egoismo, si tratta di realismo. Esserci sempre per tutti è impossibile, coltivare se stessi per donarsi a chi ci sta a cuore è invece possibile e auspicabile.


Ciao, sono Nicoletta Menozzi, aiuto le persone sensibili a conoscere e valorizzare la propria sensibilità e a viverla in modo autentico!

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Nicoletta Menozzi