Sono Altamente Sensibile… e ora?
Se hai scoperto da poco questo tuo tratto di personalità e ti chiedi in quali modi puoi agire ora, in questo articolo spiego quali sono i passaggi possibili che di solito si attraversano dopo questa scoperta e quali possibilità ci sono per gestire e valorizzare la propria sensibilità.
Quando una persona scopre che esistono gli studi sull’Alta Sensibilità e che tutto ciò che è sempre apparso come strano o faticoso è in realtà fisiologico, le reazioni nel riconoscersi spesso sono un mix tra il sollievo e l’entusiasmo perché finalmente ci si sente normali, a posto, e non più difettosi.
Di solito si desidera approfondire l’argomento con letture e ricerche varie, per potersi maggiormente riconoscere, validare, e per sentirsi sempre più normali e finalmente se stessi.
In seguito a queste comprensioni e questi approfondimenti, di solito tendono ad emergere anche emozioni meno piacevoli come sconforto e tristezza…
Ci si può rendere conto, infatti, che molti aspetti della propria vita sono stati scelti e valutati male, e non corrispondono ai propri veri desideri. Inoltre ripensando al proprio vissuto emotivo e alle proprie esperienze di vita, soprattutto nell’infanzia e nell’adolescenza, ci si accorge che sono stati probabilmente molti i momenti difficili, fatti di non riconoscimento ma soprattutto di costante adeguamento ad un contesto (famigliare, scolastico, sociale) che non accettava e non riconosceva il proprio modo di essere.
Tutto questo potrebbe apparire come qualcosa di doloroso e di difficile da accettare e potrebbe far sentire particolarmente tristi. E’ il momento in cui ci si accorge che le cose potevano andare diversamente, che certe situazioni o certe relazioni sono state troppo faticose o sbagliate per sè.
Anche se un po dolorosa, a volte, questa consapevolezza è il passaggio, fisiologico e necessario, che permette poi di riconnettersi profondamente con se stessi e con il proprio vero Sè.
E’ infatti proprio da questo sguardo indietro alla propria storia, questo “refraime”, come lo chiama Elaine Aron, e cioè dall’osservare la propria vita e le proprie esperienze alla luce di queste nuove informazioni, che è possibile fare in seguito i primi passi verso una vita diversa, verso scelte più consapevoli e più in linea con il proprio sentire.
E i primi passi dopo queste consapevolezze sono quelli che riguardano sia il bisogno di guarire le proprie ferite, se emergono in modo evidente, sia il bisogno di agire e di manifestare la propria vera essenza nelle situazioni e nelle relazioni quotidiane, finalmente in modo autentico.
Dopo il riconoscersi, e il guardare indietro, si può passare quindi ad un ulteriore fase in cui tutte le varie caratteristiche altamente sensibili cercano una nuova modalità espressiva, ma questo a volte genera fatica, perché i cambiamenti, soprattutto nelle relazioni, possono apparire pericolosi o impossibili.
E’ una fase di autoregolazione. Si cerca di essere fedeli a se stessi, in modo autentico, ma continua anche la necessità di adattarsi al mondo.
Iniziare a mettere confini personali, dire no o concedersi spazi di recupero, potrebbero essere cose difficili da mettere in atto, proprio per l’abitudine consolidata a fare diversamente. Si teme che un proprio nuovo atteggiamento potrebbe non essere capito dalle persone accanto a sè, si avverte il rischio di potersi allontanare da affetti e situazioni care, e soprattutto si sente forte il pericolo di poter essere rifiutati nel momento in cui ci si comporta diversamente.
Se il vissuto è questo, se diventa difficile in particolare affrontare in modo assertivo la propria quotidianità, allora diventa necessario darsi un tempo di ascolto interiore per trovare le motivazioni profonde e poi le energie per iniziare a manifestare la propria vera natura, lasciando indietro paure e sensi di colpa, e focalizzandosi sul proprio benessere e sui propri bisogni profondi.
E’ proprio per imparare a gestire queste situazioni che di solito è utile farsi accompagnare da un professionista. Si tratta di solito di un percorso breve che aiuta a fare chiarezza su cosa è davvero necessario per sé, ma soprattutto per ascoltare e accogliere la propria parte più vulnerabile e intimorita che ha bisogno di ascolto e comprensione.
E tu in che fase sei?
Spero che questo articolo ti abbia aiutato a comprendere quali potrebbero essere i passi da compiere per riprendere in mano la tua sensibilità, per onorarla e per farla fiorire.
Se vuoi puoi leggere anche l’articolo COME PRENDERSI CURA DELLA PROPRIA SENSIBILITA’
Ciao, sono Nicoletta Menozzi, aiuto le persone sensibili a conoscere e valorizzare la propria sensibilità e a viverla in modo autentico!
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