Perché diciamo “Si” quando vogliamo dire “No”?
Uno dei problemi principali che l’alta sensibilità porta è quello di non selezionare in automatico un’informazione prioritaria da una meno.
Questo avviene perché il sistema nervoso altamente sensibile, diversamente dal sistema nervoso della maggioranza della popolazione, non ha uno filtro in entrata che seleziona le priorità. Il cervello altamente sensibile infatti, di fronte ad una stessa situazione, fa entrare senza limiti e nello stesso momento, tutte le informazioni che i sensi percepiscono.
Concretamente, questo significa, per esempio, che se siete al supermercato senza una lista precisa delle cose da comprare è facile essere sopraffatti e confusi dall’immensa quantità di prodotti e promozioni che vi si parano davanti. Per questo motivo è importante sapere bene e in anticipo cosa vogliamo, è importante andare senza indugio verso ciò che ci serve, per non rischiare di arrivare a casa, non solo estremamente stanchi e confusi, ma anche senza ciò che davvero ci serviva.
Questo stesso meccanismo può accadere anche in altre situazioni, soprattutto nelle nostre relazioni.
Quando siamo costantemente esposti agli stimoli esterni, a quello che accade agli altri, pronti soltanto a reagire, può succedere molto facilmente che ci ritroviamo a dire dei “SI” automatici, che però in realtà, magari, sono dei “NO”. Se poi ci mettiamo anche che siamo permeabili alle emozioni altrui e che quindi tendiamo a comprendere le motivazioni non espresse dietro a certe richieste, può succedere che diventiamo le persone perfette a cui chiedere favori perché non siamo capaci di tirarci indietro.
Infatti, dire “NO” a certe richieste, esplicite ma anche implicite, diventa come impossibile, proprio perché molte parti di noi sanno che quella è la cosa giusta, che è giusto aiutare, è giusto partecipare e dare disponibilità, ed è giusto che siamo noi a farlo.
Dire “NO” poi, può deludere molto le persone e noi non vogliamo sentire la loro delusione, perché non è una buona emozione da sentire, e non è un’emozione che noi vogliamo procurare agli altri.
Se poi abbiamo iniziato a dire spesso “SI” fin da piccoli, magari perché questo ci rendeva “bravi bambini”, sarà ancora più difficile poter anche solo pensare di deludere gli altri, perché questo potrebbe significare non essere più “bravi”… potremmo deludere gli altri, ma ancor più noi stessi.
Eppure se riconosciamo che spesso in situazioni in cui diciamo “SI”, in realtà vorremmo dire “NO” significa che dentro di noi c’è qualcuno che non è più d’accordo nel dire sempre SI… probabilmente infatti c’è una parte di noi, magari anche arrabbiata, che tende a portare in superficie una insoddisfazione, una frustrazione, un desiderio diverso per sé. E se questo accade sarebbe bene ascoltare profondamente ciò che emerge, ciò che ci vuole portare da un'altra parte, perché forse ci vuole dire che non siamo in equilibrio…
So per esperienza che questo equilibrio tra il dire Si e il dire NO può essere difficile da trovare, soprattutto quando ci sembra di fare un torto a qualcuno dicendo “NO”, e ci fa sentire in colpa… ma ho anche imparato che è possibile farlo, con un po di allenamento e di consapevolezza…
Per spiegarti cosa intendo, ti ripropongo di nuovo l’esempio del supermercato… Proviamo infatti a pensare a tutte le cose che normalmente ci sono sugli scaffali e ad immaginare se per ogni categoria di prodotti ci fosse una persona che ci chiede di comprare… cosa faremmo in una situazione del genere senza una lista della spesa?? Probabilmente compreremmo quasi tutto, anche cibi che non ci piacciono o peggio cibi che ci fanno male alla salute perché ne siamo intolleranti. E lo faremmo magari solo per gentilezza, o appunto perchè a noi non piace proprio deludere gli altri, farli dispiacere…
E credo che il punto sia proprio questo.
Se prima di andare al supermercato, ma anche nella vita di tutti i giorni, non siamo in contatto con i nostri veri bisogni, con ciò che ci serve davvero, con ciò che desideriamo e che ci fa stare bene, se non abbiamo fatto una vera e propria lista di priorità per noi, sarà davvero molto difficile poter dire “NO” a tutte le altre cose che ci vengono offerte e proposte.
Con la chiarezza e l’ascolto di sè, il nostro non sarà più un “NO” a qualcosa, ma un grande e consapevole “SI” a quello di cui ho bisogno.
“Mi dispiace ma questa cosa non posso farla, perché ho in programma qualcos’altro”
“Mi dispiace ma stavolta non posso aiutarti, mi sento stanca e ho bisogno di riposare”
“Mi dispiace ma alla cena non vengo, domani ho in programma una gita ed entrambe le cose non riesco a farle”.
Queste frasi diventano più “legittime” se mi espongo nel mio mondo (nella famiglia, nel luogo di lavoro, nel contesto sociale) con una “lista” di ciò che vorrei, ciò di cui ho bisogno, di ciò che mi fa bene. E sono legittime perché se so chi sono, se coltivo i miei spazi e i miei desideri, allora i SI che poi potrò e vorrò dire, avranno tutto un altro sapore, per me e per gli altri.
Avremo infatti imparato ad amare e ad aiutare gli altri (cosa che ci piace tanto fare) in modo nuovo, ad esserci per gli altri e con gli altri in modo autentico, e non più solo come chi c’è sempre, fa il “bravo”, si offre ma poi però soffre...
Tutto questo ha a che fare con un’esperienza importante, chiamata AUTOEMPATIA, e cioè la capacità di entrare in connessione con noi stessi, prima di farlo subito e solo con gli altri. Se spesso è l’elevata empatia che ci impedisce di dire in libertà i nostri “NO”, possiamo imparare a rivolgere a noi stessi quella stessa elevata empatia, per cogliere più profondamente il nostro sentire e, pian piano, soddisfare anche i nostri bisogni più importanti.
Ciao, sono Nicoletta Menozzi, aiuto le persone sensibili a conoscere e valorizzare la propria sensibilità e a viverla in modo autentico!
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