Perché nessuno mi capisce?
Se ti capita spesso che gli altri non comprendano il tuo fastidio e il tuo disagio in certe situazioni, e anzi spesso risulti esagerato e poco adattabile, può derivare dal fatto che la tua sensibilità è molto maggiore della media. Questo significa che le sensazioni di fastidio e disagio che senti potrebbero essere dovute ad un sistema nervoso altamente reattivo e sensibile, che elabora le informazioni più profondamente.
Questa maggiore sensibilità è chiamata SPS (Sensibilità di Processamento Sensoriale) ed è stata studiata dalla dott. Elaine Aron e dal marito neurologo Arthur Aron all’inizio degli anni 90 in California. Questi studi hanno appunto fatto emergere la presenza, in una parte della popolazione (una minoranza, si parla del 20% circa), di una modalità percettiva e di elaborazione degli stimoli sensoriali più profonda, dettagliata, correlata.
Questo cosa comporta? Comporta che troppi rumori danno fastidio, che troppe informazioni tendono a far sentire sopraffatti, che luoghi come un supermercato o un parco di divertimenti possono diventare in poco tempo molto poco confortevoli, a causa della folla, delle musiche, delle luci, degli stimoli che arrivano da tutte le parti. Questa sopraffazione può causare molto stress a livello sensoriale, ma questo non è comprensibile a chi non percepisce tutto questo in modo cosi dettagliato ed amplificato. E’ molto facile sentirsi strani e incompresi, è facile sentirsi dire cose come “mamma mia, ti da fastidio tutto!”, oppure “ma sei troppo delicata”….
Si, è vero, ci danno fastidio molte più cose che agli altri, e siamo più delicati della maggioranza delle persone. E questo a cosa ci porta? Che non siamo capiti… e che la maggioranza delle volte siamo giudicati come persone “strane”, “sbagliate”, “esagerate”… Ma “strane”, “sbagliate”, “esagerate”… rispetto a cosa?
Gli studi sull’Alta Sensibilità ci aiutano a comprendere che si, c’è una diversità, ma non è né patologica, né sbagliata, né strana… e questa comprensione ci aiuta ad avvicinarci un po’ di più a noi stessi, ad attivare per noi stessi quella comprensione che spesso cerchiamo e ci aspettiamo dall’esterno. Esiste in noi un sistema nervoso che sente in modo amplificato, e quando comprendiamo questo abbiamo un’opportunità in più che è quella di cominciare a prenderci cura di questo nostro modo di essere.
Siamo anche maggiormente colpiti da stimoli emotivi, e spesso viviamo un vero e proprio contagio di emozioni altrui, che la maggioranza delle volte, tendiamo a fare nostre. Per questo il nostro umore può risultare altalenante, possiamo sentirci al mattino tranquilli e al pomeriggio un po’ più agitati, perché magari abbiamo incontrato qualcuno che ci ha parlato in modo teso e frenetico… Oppure abbiamo avuto un contatto con una situazione di conflitto, come figli o colleghi che litigano e anche in questo caso ci siamo “allarmati”, abbiamo cominciato a sentire la tensione altrui…
Tutto questo può sembrare una grande sfortuna… può sembrare che non siamo ben cablati per questo mondo spesso cosi intenso, duro, conflittuale… eppure gli studi ci dicono che questo modo di sentire di più ha una sua motivazione, infatti il sentire di più, il notare maggiori dettagli ed essere cosi recettivi è risultata essere una vera e propria strategia di sopravvivenza per la specie umana… ci avevi mai pensato a questo?
E se non fosse quindi una sfortuna, ma un’opportunità? E se lo scopo di questo 20% di popolazione ad alta sensibilità fosse quello di esprimere un modo diverso e nuovo di vivere, fatto di attenzione, cura, delicatezza, dettagli, approfondimenti, scoperte, intuizioni e molto altro? A me piace pensare che non siamo chiamati ad adattarci ad un mondo frenetico, competitivo e sempre più conflittuale ma piuttosto a promuovere e a creare un mondo più umano, più delicato, più empatico, più comprensivo ed inclusivo.
E come possiamo farlo? Penso che si può cominciare anche solo dall’essere per noi stessi questo mondo, prendendoci cura della nostra sensibilità e ascoltandoci profondamente nei nostri bisogni. Gli altri potranno continuare a dirci certe cose, ma nel frattempo noi avremo capito che c’è un grande valore nella nostra delicatezza o nella nostra stranezza e probabilmente avremo anche fatto altre scelte per esprimere al meglio quello che ci contraddistingue. Cominciamo quindi a prenderci cura di noi e a offrirci quell’empatia e quell’attenzione che spesso siamo cosi bravi a dare agli altri, ma che poi non sappiamo concederci.
Scopriremo di poter sentire e gustare il mondo a nostro modo, e di poter diventare non solo testimoni di una via più umana ed empatica di stare al mondo, ma anche, probabilmente, di poter offrire soluzioni creative ai tanti problemi che vediamo intorno a noi.
Ciao, sono Nicoletta Menozzi, aiuto le persone sensibili a conoscere e valorizzare la propria sensibilità e a viverla in modo autentico!
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