Sentirsi diversi dagli altri
La percezione di essere diverso, di non funzionare bene, o perlomeno di non funzionare come gli altri, arriva di solito molto presto, per un bambino altamente sensibile. L’acuta osservazione dei particolari insieme alla percezione sottile delle emozioni e dei non detti di un ambiente, fa sorgere spesso dubbi su di sé, soprattutto in un contesto famigliare o scolastico poco sensibile o caotico.
I famigliari non sembrano emozionarsi facilmente, o almeno non reagiscono alle situazioni con molta enfasi, sono sempre tranquilli. Non vivono le situazioni caotiche con disagio, anzi sembrano divertirsi. Non si preoccupano quasi per nulla e vivono apparentemente sereni la quotidianità.
I compagni a scuola non si impressionano mai davanti a certe scene, non si spaventano se la maestra è severa, anzi riescono a far finta di niente. Non hanno problemi con la confusione che c’è nell’aula anzi, sono proprio loro ad essere molto chiassosi.
Sembra tutto normale cosi, eppure questi bambini sentono di non riuscire a vivere come gli altri queste cose. Non riescono a trattenere le emozioni, che arrivano spesso in modo intenso. Sentono molto disagio quando c’è confusione, fanno fatica con i cambiamenti repentini, e si preoccupano e spaventano per cose molto semplici, a volte basta un forte rumore. E quando vedono un filmato che parla di guerra o di violenza non riescono a sostenere lo sguardo, e tendono ad agitarsi e spaventarsi molto.
Ecco quindi che la sensazione di non essere “normali” compare in sottofondo… aiutata e sostenuta da frasi che troppo spesso confermano i dubbi, frasi come “sei troppo sensibile!”, “non piangere ogni volta!”, “non preoccuparti cosi, è solo un film”, “non esagerare sempre”, “non ti va bene niente!”…
Ed è in quei momenti che inizia a crearsi una distanza… non solo tra sé e il mondo, ma anche e sempre più tra sé ed il proprio sentire… tra sé e la percezione del mondo…
E’ questo il punto che lo psicoterapeuta Rolf Sellin indica come la “falla” nel sistema di crescita sana ed equilibrata di un bambino e quindi poi di un adulto altamente sensibile.
La “falla” è proprio questo momento di distacco da sé e dal proprio sentire, questo iniziare a pensare che ciò che sente non è reale… e cosi, per non perdere la stima e l’appartenenza al gruppo e per non essere sempre quello che ha problemi, comincia a sforzarsi di essere come gli altri, adeguandosi al contesto e alle aspettative altrui…
Questo è il punto centrale, questo è davvero il nucleo da cui una persona altamente sensibile può ripartire per recuperare sè stessa, la propria sensibilità e il proprio respiro.
Si, il proprio respiro, perché è anche e soprattutto riportando l’attenzione sul respiro che è possibile riconnettersi di nuovo al proprio corpo, alle proprie sensazioni fisiche, alla propria “pancia”.
E riscoprire lentamente che le proprie percezioni sono reali, effettive e ci si può fidare di nuovo di sé, di quello che le sensazioni portano… ci si può fidare di quello che potremmo chiamare “sesto senso” e che ha a che fare con l’intuizione e la capacità di connettere insieme tutti i dettagli che una sensibilità elevata porta…
Recuperare sicurezza nel proprio percepito è la via per riportare al centro se stessi e i propri bisogni dimenticati… Quando si ascolta e ci si fida di nuovo del corpo, è lui a guidarci in ciò di cui abbiamo più bisogno, che di solito è proprio rispettare i propri limiti senza sforzarci troppo di essere adeguati al mondo…
Riscoprire la propria sensibilità e sentirsi finalmente “a posto” con ciò che si sente, in modo cosi diverso ma anche cosi unico è la chiave per riportare equilibrio dentro sé e nelle proprie relazioni.
Ed è anche la via per recuperare maggiore autenticità e libertà di espressione.
Forse i motivi che ci hanno spinti a nascondere il nostro modo di essere, ancora ci provocano dolore, e restano ferite dentro di noi. Se è cosi, prendiamoci cura di noi, del nostro vissuto, delle nostre emozioni, di ciò che è successo, in modo da liberare tutto il potenziale che ancora possiamo esprimere attraverso la nostra capacità innata di sentire profondamente le sfumature del mondo.
Ciao, sono Nicoletta Menozzi, aiuto le persone sensibili a conoscere e valorizzare la propria sensibilità e a viverla in modo autentico!
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